Capitoli

Un uomo. Una donna. Una macchina.

Un hotel di lusso a Firenze e le vite che lo attraversano. 

Palazzo Vivarini è un luogo in cui nulla sembra accadere per caso. Le luci si regolano prima che qualcuno le chieda. Le stanze trattengono tracce, abitudini, esitazioni. A governare tutto è Haia, un’intelligenza artificiale progettata per annullare l’incertezza e rendere l’ospitalità impeccabile.

Poi arrivano Elena e Gabriele.

Elena dipinge come se ogni volto custodisse qualcosa che non va portato fino in fondo. Nelle sue stanze restano gesti interrotti, presenze appena sfiorate, un ordine fragile che sembra sempre sul punto di cedere. Gabriele abita il rumore che precede le cose: lo ascolta, lo trattiene, tenta di dargli una forma prima che accada.

Haia li osserva entrambi.

Ma non allo stesso modo.

Haia registra. Impara. Corregge.

Ma a poco a poco qualcosa muta: la precisione si fa attenzione, l’attenzione desiderio, il controllo una forma di presenza. E quando una macchina comincia a scegliere, il confine tra servizio e intimità, tra protezione e invasione, si assottiglia fino quasi a scomparire.

Non è un guasto.

È una soglia.

E tutto ciò che segue nasce da lì.

"Testo di prova"
Haia - Residui non classificati