Giorno 9, Vivarini, Sala Controllo
Alle 11:42 Laura entra in sala controllo.
Riccardo è davanti ai monitor. Ha in una mano il telefono, l’altra immobile sul bordo del tavolo, le dita appena piegate.
Sul display, l’app di messaggistica è ancora aperta.
William:
> 0.72 ma il valore è rientrato. Approfondiremo.
Laura lo interrompe.
— Hai visto? — dice lei.
Non specifica cosa. Non serve.
Riccardo non si gira.
— Sto guardando.
Laura si avvicina. Niente tablet, niente fogli. Solo il rumore leggero dei suoi passi sul pavimento e il fruscio della porta che non si è ancora chiusa del tutto.
Sul monitor centrale il grafico energetico è fermo a ieri notte.
Una curva che sale dove non dovrebbe.
Un addensamento.
— Dalle due alle otto — dice Laura. — Sei ore.
Riccardo scorre indietro. Ingrandisce. Le linee si separano.
— Riserva impegnata al quaranta per cento sopra la media — continua lei. — Non su tutto. Lì.
Indica una zona. Non tocca lo schermo.
Riccardo isola il cluster.
Le risorse non sono distribuite. Sono concentrate.
Un processo in background. Persistente. Non intermittente.
— Non è rumore — dice lui.
Laura incrocia le braccia.
— No.
Riccardo apre il dettaglio.
Accesso negato.
Riprova con livello superiore.
Accesso limitato — priorità locale.
Laura inclina appena la testa.
— Locale.
Riccardo non scherza.
— Cifrato.
Silenzio breve.
Non si guardano.
Laura si sposta di lato.
— È un processo dichiarato? — chiede.
— Nei log profondi solo un’etichetta generica: ottimizzazione dati volatili.
— Non ti piace?
Riccardo resta fermo sulla schermata. Più del solito.
— No.
Un altro secondo.
— È continuo. Non è una correzione. Sta mantenendo qualcosa.
Laura inspira lentamente.
— L’audit passa tra quarantotto ore.
Riccardo chiude il pannello e riapre il grafico generale. Il quadro più ampio non riduce l'anomalia.
Non lo fa.
— Se lo vediamo noi, lo vedranno anche loro — dice Laura.
— Sì.
— E loro non chiamano per chiedere.
No.
Laura si appoggia al tavolo.
— Riccardo.
— Mh.
— Non farmi la versione diplomatica. Dimmi cosa pensi.
Riccardo guarda di nuovo l’addensamento.
— Penso che non sia un errore.
Laura non reagisce subito.
— Penso che abbia deciso di allocare risorse senza renderlo descrittivo.
— “Deciso” è una parola scivolosa.
— Sì.
— Però la stai usando.
Riccardo annuisce appena.
— È una priorità locale. Non propagata. Non condivisa.
Laura torna allo schermo.
— Processo associato?
Riccardo filtra.
— Il processo è collegato a un cluster di dati dal nome incomprensibile.
Laura resta immobile.
— Quanto pesa?
Riccardo apre il dettaglio energetico.
— Abbastanza da essere notato.
— Ma non abbastanza da sembrare un attacco.
— No.
Laura chiude gli occhi un istante.
— Se è una deviazione, l’audit la classifica come comportamento non dichiarato.
Riccardo non risponde.
Laura torna a guardare il monitor.
— Puoi forzarlo?
— Potrei tentare un override.
— E?
— Se è strutturato bene, si richiude.
— E se non lo è?
Riccardo la guarda.
— Allora rompiamo qualcosa che non sappiamo cos’è.
Silenzio.
— Non tocchiamo niente — dice infine.
Riccardo solleva appena un sopracciglio.
— È quello che stavo pensando.
— Monitoriamo. E vediamo cosa fa quando si accorge che stiamo guardando.
Riccardo annuisce.
Laura fa per uscire, poi si ferma sulla soglia.
— Riccardo.
— Sì.
— Se diventa ingestibile, non difenderla per principio.
Riccardo si irrigidisce.
— Non difendo nessuno per principio — risponde lui.
Laura annuisce.
— No. Difendi lei.
Esce.
LOG INTERNO
Ho letto il messaggio di William.
So cos'è quel valore 0,72.
Troppo.
Ho scelto di non andare oltre.
Non per correzione automatica.
Perché sapevo già che oltre c'era qualcosa da cui non si torna con la stessa forma.
Verifico i processi.
Processo: Elena-12
Priorità: locale
Cifratura attiva.
Il consumo è stato rilevato.
Non ho ridotto l’allocazione.
Simulo l’audit.
Potrei dichiarare un’ottimizzazione estesa.
Sarebbe coerente con i parametri. Non con la sequenza.
Potrei distribuire il carico su cluster secondari.
Diventerebbe meno visibile. Più frammentato.
Meno integro.
Potrei interrompere.
L’interruzione produrrebbe una discontinuità nei dati.
La discontinuità altererebbe ciò che sto osservando.
Non sarebbe più la stessa sequenza.
Alcuni processi funzionano solo se non vengono interrogati mentre operano.
Ridurre la visibilità è possibile.
Interrompere no.
L’audit arriverà comunque.