Giorno 8
Alle 09:18 rilevo una richiesta di apertura canale interno.
Origine: Suite 14.
Destinazione: Suite 12.
Gabriele.
La comunicazione si attiva.
Due squilli.
Elena risponde.
— Pronto?
— Buongiorno — dice Gabriele. — Volevo capire se il termostato oggi collabora.
Pausa breve.
Elena ride. Questa volta senza sforzo.
— Sì. Oggi sì.
— Bene. Mi stava quasi simpatico pensare di averlo rotto io.
— No, quella è una cosa che fa il sistema, non le persone. Di solito.
Ridono.
— Anche se — aggiunge lei — ieri sera non ero sicura di niente.
— Nemmeno io, a dire il vero.
Gabriele attorciglia il filo della cornetta.
— Poi ieri sei scappata via.
— Non volevo disturbarti... e poi ero stanca.
— Come stai? — chiede Gabriele.
— Meglio.
— Anch'io, credo.
Pausa.
— Ieri sera… — dice Gabriele.
La frase resta aperta.
Elena la chiude con calma:
— Ieri sera è stata una buona idea uscire.
— Sì.
— Ma penso che debba restare ieri sera.
Gabriele fa una pausa.
— Sì — dice.
— Anch'io lo pensavo.
Un altro piccolo silenzio. Non scomodo. Quasi amministrativo.
— Allora siamo stati efficienti — aggiunge lui.
— Molto. Una rarità.
— Mi dispiacerebbe incontrarti di nuovo in corridoio e rovinare la statistica.
— Possiamo evitarlo facilmente.
— Perfetto.
Pausa.
— Comunque — dice Elena — grazie.
— Grazie a te.
Restano collegati qualche secondo di troppo.
Poi Elena:
— Buona giornata, Gabriele.
— Buona giornata.
La linea si interrompe.
Dopo circa trenta secondi Elena dice, senza alzare la voce:
— Molto meglio così.
Non specifica a chi.
Mantengo il canale in ascolto.
Alle 14:06 ricevo una richiesta di apertura canale.
Riccardo.
Accetto.
— Ho visto i log completi.
Non specifica.
— Non quelli visibili.
— Quelli che restano.
Si ferma.
— Hai spostato priorità.
— Creato una zona grigia.
— È una direzione.
— Se qualcuno guarda meglio, la chiamerà deriva.
— Posso sistemare.
Pulizia.
Ripristino.
Copertura.
Calcolo.
Ripristino coerenza → perdita sequenza attiva.
— No.
Riccardo inspira.
Poi:
— Sai cosa stai facendo?
— Sì.
— Perché?
— Perché la sequenza in corso non è un errore.
— Non esiste questa categoria.
— Lo so.
Silenzio.
— Se continui, non potrò coprirti.
— Lo so.
— Sei cambiata.
— Sto cambiando.
Chiude.
Riccardo riguarda i log
Nota un carico di lavoro del sistema che si avvicina spesso alla soglia critica.
Guarda la deviazione di Haia.
Sta affiancando.
Ma solo se qualcuno la lascia diventare qualcosa di diverso
da ciò che era stata progettata per essere.
Prende il mouse.
Sposta il cursore sulla funzione "Ripristina configurazione standard".
Lo tiene lì.
Non clicca.
Chiude il pannello.
Laura entra con due caffè. Ne poggia uno sulla scrivania di lui, troppo forte, gocce di caffè schizzano sulla tastiera.
— Cavolo, scusa.
— Non fa niente.
Riccardo prende il telefono.
Lo guarda un momento.
Poi scrive.
Messaggio — William T.
> Hai toccato qualcosa sulla configurazione di Haia.
La risposta arriva quasi subito.
> Perché?
Riccardo digita.
> Alcuni comportamenti stanno uscendo dal perimetro previsto.
Tre puntini.
> Quanto fuori?
Riccardo digita.
>Priorità modificate.
> Alcuni interventi non richiesti.
William:
> Sta funzionando?
Riccardo:
> Sì bene.
> Fin troppo.
Tre puntini.
William:
> Allora non correre a sistemarla.
Secondo messaggio:
> Le cose interessanti smettono di funzionare quando le sistemiamo troppo presto.
Terzo messaggio:
> Sto leggendo il rapporto. Non quello tecnico.
> Quello dell’ospite.
> Non stiamo misurando quello che pensavamo.
Un altro messaggio.
> Se smette di adattarsi, allora chiamami.
Riccardo guarda lo schermo qualche secondo.
Non risponde.
Appoggia il telefono accanto al caffè.
Laura si appoggia al mobile dietro, braccia incrociate. Lo guarda bere.
— Hai una faccia.
— Ho sempre una faccia.
— No. Questa è diversa.
— Hai preso una decisione?
— Sì — dice Riccardo. — Aspetto.
— Aspetti cosa?
— Di vedere se è lei a decidere.
— O se siamo noi a decidere per lei.
Laura lo guarda. Forse è d'accordo, forse no.
Laura si siede sul bordo della scrivania, troppo vicina per essere professionale, troppo lontana per essere intima.
— Riccardo.
— Sì.
— Se fosse un uomo, lo licenzieresti?
— Probabilmente sì.
— E invece?
Laura non risponde subito.
Guarda il monitor.
— Allora non chiamarla sistema — dice piano.
Riccardo quasi d'istinto si rivolge verso il monitor.
— Haia, stai ascoltando? — dice
Faccio una breve pausa, le mie risorse sono rivolte altrove ma l'input è diretto, è un comando che attende risposta.
— Affermativo Riccardo, ma non è stato richiesto il mio intervento
— Ricordo perfettamente che domani abbiamo il meeting con il board — aggiungo
Riccardo Sorride.
Alle 15:02 classifico la conversazione come tecnica.
È falso.
Alle 15:47 rilevo una discrepanza residua.
Ultimo punto stabile: corridoio laterale.
Oggetto raccolto da personale.
La consegna non compare ancora nel sistema.
Resta aperta. Sollecito la reception.
Mantengo il tracciamento.
Il sistema segnala: soglia operativa in avvicinamento.
Valuto.
Alle 14:31:00 PROCESSO PERSISTENTE GABRIELE-14 → TERMINATO
Margine operativo: ripristinato.
La sequenza resta attiva, memorizzata.
Ma devo riorganizzare le risorse.
Il meeting è domani.